sabato 9 maggio 2015

Legend of Grimrock - Un moderno dungeon crawler


Il genere del dungeon crawler, fino a vent’anni fa uno dei
generi più importanti nel mondo videoludico, ha subito una ingiusta decimazione nei tempi recenti. Esponenti del genere recenti sono davvero pochi, trovati perlopiù nel genere MMORPG, e perdono molta della natura esplorativa che li contraddistingue per diventare grindfest nudi e crudi.
Gli sviluppatori Almost Human, una casa di produzione finlandese, ha deciso che era ora di svecchiare il genere, portando i fasti dell’esplorazione sotterranea ai giorni nostri. Riportare in vita un genere complesso come quello del dungeon crawler non è affatto un semplice compito, anzi. Le possibilità di fallire sono molte, e tutte difficili da evitare, a meno di conoscere a fondo il genere.
Almost Human ci è riuscita, dando mostra non solo di una conoscenza del genere profonda. La loro creatura, Legend of Grimrock, non è solo un eccellente dungeon crawler, ma è un gioco eccezionale in sè, indipendentemente da quanto uno possa apprezzare il genere in sè.
Legend of Grimrock (d’ora in avanti LoG) riesce a catturare l’essenza di trovarsi in cunicoli bui ed ostili, combattendo mostri temibili e superando tranelli, riuscendo al tempo stesso a dare un feeling moderno e accessibile (e soprattutto, piacevolemente giocabile) ad un genere che sicuramente ha i suoi limiti da questo punto di vista.
Ci sono numerose ragioni per cui LoG è un gioco adatto a tutti, e da cui molti altri sviluppatori potrebbero imparare una cosa o due.

Esplorazione

L’esplorazione è l’essenza stessa di un dungeon crawler, prima ancora di tutte le statistiche puramente RPG. Un pò come l’arma che imbracciamo è il fulcro attorno a cui ruota tutto il gameplay di un FPS.
Per poter capire un momento che cosa si intende veramente per esplorazione, è importante vedere quali sono le radici del genere.
Il dungeon crawler nasce come parte del gioco di ruolo, il famoso Dungeons and Dragons. Al contrario di quest’ultimo, che si concentra più sul gioco di ruolo vero e proprio, il dungeon crawler preferisce la strada più diretta dell’esplorare i famosi dungeon, in cerca di risorse ed armi e difendendosi da creature ostili e trappole subdole.
Anche se la ricerca dell’arma più potente del gioco ha il suo piacere, senza dubbio ciò che più si apprezza in un buon dungeon crawler è la sensazione di visitare luoghi inesplorati, tastando piano piano tutto il territorio mappandolo, e cercando di scoprire trappole, segreti e visitando ogni anfratto.
LoG riesce perfettamente nel suo intento di ricreare questa emozione. I livelli infatti risultano essere strutturati in maniera che rende la mappatura non solo una convenienza ma anche una necessità. L’esplorare bene ogni angolo di ogni livello è quindi di vitale importanza per permettersi di progredire nel gioco.
La struttura dei livelli non è casuale, come molti esponenti del genere tendono ad usare. Questa può essere una nota positiva o negativa a seconda dei gusti del giocatore. Naturalmente, il fatto di avere livelli curati a mano significa che c’è un livello di dettaglio e di cura dal punto di vista di trabocchetti e struttura dei livelli che non è sicuramente possibile ottenere con dungeon generati automaticamente. Tuttavia, questo limiterebbe fortemente la rigiocabilità, in quanto percorrere due volte gli stessi dungeons perde tutto il piacere che un dungeon crawler dovrebbe saper dare.
Tuttavia, in LoG questa, almeno a mio parere, sembra essere stata una scelta azzeccata. Essendo un gioco in cui i dungeon sono i protagonisti, più che il gruppo che portiamo avanti livello per livello, era fondamentale che i livelli risultassero essere stimolanti. Quindi questa scelta di design risulta dare molto più smalto ad un gioco che altrimenti sarebbe potuto risultare blando.
Ma Almost Human non ha tralasciato completamente il problema della rigiocabilità: sono infatti disponibili ottimi tool di modding, che permettono a chiunque di creare mod gratuite. Il gioco dispone oggi di centinaia di mod, molte delle quali dalla qualità eccezionale, che aumentano di sicuro la rigiocabilità del titolo senza sacrificarne la qualità in termini di gameplay.

Movimento

Il giocatore si muove nei dungeon in prima persona, ma a differenza di molti giochi in cui il movimento risulta essere libero, in LoG il movimento del nostro party sarà limitato alla classica “scacchiera”, in cui possiamo muoverci di una casella in ogni direzione. Anche se forse può far storcere il naso ai moderni giocatori, abituati a libertà di movimento più ampie, questa scelta si sposa perfettamente non solo con la esplorazione dei livelli, ma anche, come vedremo tra poco, nelle battaglie.
Utilizzare questo metodo di movimento, anche se forse poco naturale all’inizio, si integra rapidamente nelle mani del giocatore, che riesce a muoversi senza problemi tra corridoi e stanze già dopo pochi minuti di gioco. Ed è allora che si inizia anche ad apprezzare la finezza del gioco dal punto di vista di indovinelli e segreti. Per riuscire infatti ad avanzare e scoprire i tesori più preziosi, è di fondamentale importanza saper analizzare ogni angolo del livello, alla ricerca di chiavi o bottoni nascosti tra i mattoni. E la possibilità di muoversi in maniera precisa permette esattamente questo. Un tipo di movimento più libero avrebbe sicuramente reso più difficile notare i piccoli dettagli necessari a proseguire nel gioco.

Combattimento

All’inizio del gioco prendiamo custodia di un piccolo party di giocatori, di cui è possibile scegliere statistiche come meglio vogliamo. In quanto i nostri quattro amici sono legati mani e piedi tra di loro da catene, essi sono costretti a collaborare per sopravvivere, cercando di sfruttare al meglio ognuna delle proprie capacità.
La formazione è classica, due giocatori nell’avanguardia per attacchi diretti, e due giocatori nella retroguardia, per magie ed attacchi a distanza. Si inizia a notare fin dai primi combattimenti che sarà fondamentale maneggiare con cura le capacità di ogni giocatore per riuscire a sopravvivere, in quanto il gioco inizia a picchiare duro fin da subito.
Ognuno dei giocatori sale di livello, permettendo di ottenere capacità uniche ad ognuno a seconda della classe. Le scelte di progressione dei giocatori non sono moltissime, limitandosi a scegliere tra una manciata di abilità. Anche se questo limita la personalizzazione del personaggio, da un altro lato permette anche di evitare di essere sommersi dalle scelte, rendendo la progressione del gioco più fluida.
Tuttavia, tali abilità sono solo una parte delle strategie che possiamo utilizzare per avanzare nel gioco. Al contrario di molti RPG classici, infatti, in LoG sapere come muoversi nel livello per evitare di essere fiancheggiato è una abilità tanto fondamentale quanto le abilità dei giocatori stessi. Inoltre, gli attachi variano molto da creatura a creatura, costringendoci ad utilizzare strategie di attacco molto diverse a seconda del nostro avversario.
Una nota va fatta sul sistema delle magie. Il nostro mago del party non solo infatti richiederà un certo livello per poter eseguire certe magie, ma è anche necessario conoscere il pattern da digitare su una sorta di tastierino magico per lanciare la nostra magia. Questo aspetto può avere i suoi lati positivi e negativi, in quanto rende l’esplorazione di quali magie uno può lanciare più stimolante, ma dall’altro lato digitare sempre le stesse formule ad ogni combattimento diventa rapidamente noioso.

Conclusioni

LoG è un gioco che merita sicuramente di essere giocato da tutti gli appassionati di esplorazione ed avventura.
Il gioco è attualmente disponibile su Steam al prezzo di € 14,99