Semplice: guardatevi Paura e Delirio a Las Vegas. Alla fine del film vi sentirete come se vi circolasse in corpo LSD pura.
Il film è tratto dal quasi omonimo romanzo semi autobiografico di Hunter S. Thompson, considerato il padre fondatore del cosiddetto giornalismo gonzo, di cui il suo romanzo è uno dei più famosi esponenti.
Il Genio Psichedelico di Terry Gilliam
Gilliam è probabilmente il regista perfetto per questo film. Autore delle famose animazioni allucinogene dei Monty Python, è indubbio che non avrebbe evitato il difficile compito di riprodurre uno stato di conscienza alterata.Tuttavia, il film supera qualsiasi aspettativa. Il sapiente utilizzo di lenti, luci, movimenti di telecamera e ambienti particolari a seconda della droga di cui il nostro protagonista è succube rende in maniera eccellente lo stato mentale dei protagonisti.
La telecamera è inclinata per quasi tutto il film, a parte durante le rare isole di lucidità che punteggiano la pellicola. Questo dà un forte senso di disorientamento, quasi di nausea. I colori vanno da realistici a psichedelici. L’uso di luci verdi, rosse, arancioni e blu è molto comune, e sono forse uno dei maggiori segni visivi lasciati da questo film.
Un Cast Divino
Anche se la regia ha sicuramente la sua impronta, quello che però rimane più impresso del film sono le interpretazioni dei due protagonisti: Johnny Depp e Benicio del Toro. Entrambi danno tutti se stessi nel mostrare in volti, atteggiamenti e vocalizzi l’effetto di droghe pesanti nel loro corpo.Depp in questo film è davvero sorprendente. Sono film come questi che ti fanno pensare che forse è meglio strapparlo dalle mani di Burton per metterlo tra le braccia di registi più visionari. Nonostante la difficoltà del ruolo, Depp mostra una grande capacità di immedesimazione, creando perfettamente l’illusione di essere veramente Raoul Duke.
Benicio del Toro è la spalla perfetta, alche lui mostruoso nella sua interpretazione. Riesce a trasmettere perfettamente la chimica della scena, sia quella tra i due personaggi, sia quella che gli scorre in corpo.
Una Struttura Narrativa Particolare
La storia è semplice da riassumere: due uomini viaggiano per las vegas sotto l’effetto di sostanze chimiche. Non c’è all’effettivo una trama nel senso convenzionale del termine. In quanto tratto da un libro di stampo giornalistico, il film ha più un sapore di “finestra di vita” più che di un tradizionale blockbuster americano, e ciò che vedremo per il 90% del film sono i due protagonisti che cercano di districarsi dalle situazioni assurde in cui le sostanze alteranti li gettano.Anche se ciò può sembrare noioso da guardare, il risultato è invece sorprendentemente divertente. Il film assume quasi una qualità da commedia a skech, in cui i protagonisti cadono da una situazione tragicomica nella successiva. In più di una occasione mi è capitato di ridere ad alta voce.
Questa scelta narrativa ha anche un effetto sinergico sul tema che esso affronta, ovvero le droghe. Un pò come quando si è sotto l’effetto di sostanze alteranti, ciò che conta è l’esperienza più che dove si arriva. Il film è esattamente questo, una esperienza, una vignetta che mostra l’effetto sulla psiche di due persone di una sfilza di droghe di varia natura.
L’efficacia del Giornalismo Gonzo
Detto questo, può sembrare quasi assurdo pensare che un film come questo possa avere un qualche tipo di messaggio. Eppure, la posizione dell’autore sulle droghe emerge in maniera molto efficace e diretta.Guardando Duke e Gonzo sotto l’effetto, ci facciamo da soli alcune opinioni sul mondo della droga e sulla verità dietro certi tipi di stati mentali alterati. Nonstante l’indubbia soggettività della esperienza, il film riesce comunque a comunicare un messaggio sul tema delle droghe, a mio parere molto più efficace di qualsiasi analisi esterna ad esse.
Il giornalismo Gonzo non cerca di trasmettere un messaggio passando per l’evidenza dei fatti, ma usando la soggettività di una esperienza. Thompson sosteneva che in questo modo la verità passa comunque, filtrata dalla nostra capacità di capire un punto di vista di una esperienza.
Il film a mio parere esprime perfettamente questo concetto, facendoci riflettere sul mondo della droga senza tirarci addosso numeri o statistiche, ma semplicemente facendoci vedere quello che veramente succede.